I taccuini manoscritti di Giovanni Morelli. Gli appunti di viaggio di un commissario regio nell'Italia centrale

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Giovanni Morelli è uno dei grandi pionieri della storia dell'arte e il creatore di un metodo attributivo, conosciuto proprio come metodo morelliano, che ha fortemente influito sugli sviluppi della critica d'arte. Il metodo morelliano è stato però spesso frainteso e banalizzato, soprattutto a causa del fatto che i testi a stampa di Morelli lasciano trasparire superficialmente e in maniera discontinua solo l'aspetto "teorico" della sua attività attributiva. Un notevole contributo alla reale conoscenza di Morelli potrà venire dal volume ? realizzato grazie all'intervento del Centro Beni Culturali della Regione Marche ? che presenta nuovi e importanti elementi derivanti dal "ritrovamento" dei taccuini utilizzati dallo studioso durante una missione compiuta nelle Marche e in Umbria per conto del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1861. Tra le preoccupazioni del nuovo Stato unitario era infatti anche la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico nazionale e lo scopo della missione era proprio quello di visitare chiese, conventi e istituzioni religiose soppresse per rilevare la presenza di opere di pregio da trasferire in nuove gallerie nazionali e di cui impedire l'esportazione verso le grandi collezioni pubbliche che si andavano costituendo all'estero (in primis la National Gallery di Londra). Per annotare, in maniera molto informale, tutte quelle osservazioni di cui si sarebbe servito per stendere un rapporto ufficiale, Morelli ha utilizzato due taccuini, il cui testo viene ora pubblicato in edizione critica. Tale iniziativa editoriale presenta diversi aspetti di notevole interesse: innanzitutto i taccuini sono una fonte preziossima di informazioni "di prima mano" sulla situazione del patrimonio artistico marchigiano a metà Ottocento, sulla collocazione originaria di numerose opere d'arte e sul loro stato di conservazione. Morelli ha poi riportato nei taccuini una grande quantità di iscrizioni, firme e date, lette su dipinti e affreschi, che in più di un caso sono oggi di difficile interpretazione perchè abrase, danneggiate o addirittura scomparse. Il contenuto dei taccuini apre quindi nuove prospettive di ricerca sul patrimonio artistico marchigiano "disperso" ma offre anche notevoli motivi di interesse per ciò che riguarda la conoscenza del metodo morelliano, proprio perchè permette di riscontrare nella pratica il lavoro dello studioso, il suo atteggiamento di fronte alle opere d'arte, e il modo analitico, si direbbe scientifico, di prenderle in esame. Il volume si rivolge quindi sia a un pubblico di "addetti ai lavori", per i quali rappresenterà senza dubbio una miniera cui attingere per nuovi spunti e verifiche, sia a un pubblico di appassionati delle cose d'arte che tra le righe di Morelli, ricche anche di note sugli aspetti contingenti del viaggio, potranno leggere le difficoltà concrete dell'indagine sul territorio, di una fase "eroica" in cui si sono gettate le basi dei moderni studi storico-artistici. Al testo dei taccuini si affianca una sezione in cui vengono illustrate tutte le opere citate da Morelli che è stato possibile, con un notevole impegno di ricerca, reperire e identificare, non solo per ciò che riguarda le opere marchigiane, ma anche per quella parte dei taccuini inerente Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. Il volume è introdotto da un saggio di Jaynie Anderson, professoressa e preside della facoltà di Storia dell'Arte di Melbourne, esperta e studiosa di storia della critica d'arte e del collezionismo del XIX secolo, autrice di diversi studi su Morelli e su connaisseurs come Otto M??er, Giovan Battista Cavalcaselle, Charles Eastlake.

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Riferimenti Specifici

EAN13
9788871792705

Dettagli

Editore
Motta Federico
In commercio dal
2000
Pagine
416 p.
Curatore
Jaynie Anderson